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Domande e risposte

Se è il dirigente a fare lo straordinario

  • Domanda: Sono M.P. dirigente di un Ufficio pubblico e vorrei sapere quali possono essere i presupposti per il riconoscimento della indennità per il lavoro straordinario a favore dei dirigenti
  • Risposta: Le tipiche mansioni svolte dal lavoratore con la qualifica di dirigente non possono essere regolate dalla normativa comune prevista per il rapporto di lavoro subordinato. Il dirigente, infatti, esercita la prestazione lavorativa mediante l'adozione di provvedimenti propri autonomi rispetto al potere direttivo ed organizzativo del datore di lavoro.
    In altri termini il medesimo è chiamato a dirigere un intero settore di attività espletando ampi poteri discrezionali e decisionali indipendenti dalla politica generale dell'amministrazione. Ed è esattamente questa indipendenza unitamente al regime di responsabilità personale diretta e conseguente alle scelte ed alle determinazioni che gli precludono l'applicazione della disciplina generale del rapporto di lavoro subordinato, ivi compresi l'orario e la retribuzione.
    La pattuizione collettiva, in particolare, può disporre in merito alla durata dell'attività lavorativa - che di norma non è soggetta a limitazioni prestabilite - prevedendo modi e condizioni favorevoli all'acquisizione in favore del dirigente del diritto al compenso per il lavoro straordinario effettivamente svolto come dispone la seguente sentenza: nei confronti dei dirigenti, che sono esclusi dalla disciplina legale delle limitazioni dell'orario di lavoro, il diritto al compenso per lavoro straordinario può sorgere o nel caso in cui la normativa collettiva delimiti anche per essi un orario normale di lavoro e questo venga in concreto superato ovvero nel caso in cui la durata della prestazione fornita ecceda i limiti determinabili in rapporto alla tutela, costituzionalmente garantita, del diritto alla salute.
  • Riferimento: Cass. Sez. Lavoro, Sent. n. 9650 del 16/6/2003
  • Data: 10 luglio 2004